Lunga vita a Lang Lang

Un artista non è bizzarro, è creativo. Spesso i pianisti sono composti, altre volte no, ma questo non conta.
Vedo una grande parte di “esperti ascoltatori” criticare la musica di Lang Lang, noto pianista cinese, famoso a livello internazionale.

Dalle movenze eccessivamente evidenti, viene criticato per il modo di suonare, perchè “rovina” i brani.

Sulle movenze ci sarebbe da ricordare un certo pianista canadese, bonanima :P , Glenn Gould; addirittura lui cantava mentre suonava.
Beh, lo fanno tutti, ma era un pianista classico!
Qualcuno gliel’aveva chiesto, non poche volte, il perchè di questo cantare, poichè cantava sempre, mentre era a casa e mentre registrava in studio.
Lui rispose che era una cosa automatica, fuori dal suo controllo. Gould era veramente bizzarro, ma chi se ne frega, suonava da Dio.

Probabilmente molti lo avranno criticato perchè anche lui “rovinava” i pezzi. Ecco, beh, è innegabile che il suo modo di suonare stravolgesse i brani, ma non è qualcosa di criticabile.
Suonare è espressione.
Ma molti pensano che suonare sia un po’ come mettere un disco, si suona per cercare di “copiare” un brano precedentemente prodotto.

Cosi’ io prendo un brano qualsiasi, di qualunque compositore, uno a caso: Il primo preludio di Bach (http://youtu.be/bWEKAZT0QT8)

Suonando questo brano al piano si è criticati.
1)Se si usano le funzioni del piano: il fatto che puoi suonare piano e forte (eh beh), il pedale, etc.
Qui sarai criticato perchè stai suonando come Bach non aveva inteso. Eh beh, lui suonava sul clavicembalo, mo’ devi suonare come se il piano fosse un clavicembalo.
Fa schifo? Beh, comprati un clavicembalo che è meglio.

2)Se suoni come se volessi suonare un brano come se fosse fatto centinaia di anni fa (sicuramente nemmeno hai idea di come venisse suonato)..beh sul piano si noterà la mancanza di qualcosa. E’ come suonare sul piano un brano monofonico, manca l’accompagnamento.

Molti criticano la mancanza di autenticità, come se chi ha scritto le note sul pentagramma stesse dettando una legge indissolubile.

Come disse una delle divinità della musica:
“La notazione, la scrittura della musica è sopra tutto un ingegnoso espediente per fissare un’improvvisazione allo scopo di farla rivivere in un secondo tempo. Ma questa sta a quella come il ritratto al modello vivente. L’esecutore deve nuovamente sciogliere la rigidezza dei segni e ridar loro il movimento.” – Ferruccio Busoni

Non dimentichiamoci che parliamo di arte, non di un esercizio fisico.
E poi se imitiamo qualcosa, non può riuscire come quella esattamente e sicuramente è un risultato più scarso.

Quello del pittore è un bell’esempio, i vari pittori famosi hanno tutti uno stile diverso, ma nessuno è migliore dell’altro. Ci sono i migliori, sicuramente, ma ad alti livelli, lavorano su piani differenti.

I musicisti idem, se prendi un Lang Lang, magari non ti piace perchè stravolge i pezzi, ma sta solo mettendo sè stesso su quel pezzo, se non ti piace come suona, non ti piace la sua interpretazione, ma interpretare non è tutta una questione di intelligenza, non è un lavoro filologico cercando di capire come Beethoven volesse intendere un passaggio.

Un pianista non può suonare come un compositore, ma può solo suonare a modo suo, secondo la propria musicalità; e la musicalità è dinamica. Ed è meglio così, altrimenti l’arte muore.

L’arte è quando la musica è sempre diversa, anche se il brano è uguale.
E’ per questo che la musica classica (se piace, è ovvio) non stanca mai.

Una cosa da notare è l’interpretazione dei pianisti che sono anche dei compositori, riesci a riconoscere il loro “sentimento musicale” impresso nelle loro opere.
Se Rachmaninoff esegue un valzer di Chopin, questo valzer è come se l’avesse composto Rachmaninoff, si riconosce il suo tocco.
Busoni stesso, quando suona La Campanella di Liszt…beh, è qualcosa di galattico, una esecuzione unica nella storia della musica.

Il genio musicale è colui che riesce a cogliere la musica che lo spartito ti comunica. Le note non sono musica, le note ti consigliano quale sia la musica.

Stravolgere veramente un brano in senso negativo significa più che altro suonare un brano in maniera incoerente, in maniera non musicale. Cioè quando la musica è brutta.

Poi secondo me a uno di questi famosi pianisti piace e piaceva probabilmente l’esecuzione di un pezzo altrui, non credo che un pianista famoso pensi che il suo personale “fare musica” sia il migliore.
Penso ad un Rubinstein che ascoltava Rachmaninoff pensando “geniale!”. Ma l’interpretazione è legata alla persona, interpretare “come se fosse” Mozart o Beethoven è qualcosa di inconcepibile.

Ecco cosa penso che volesse dire Rubinstein con la frase:
“La musica sono io” – A.Rubinstein


La libertà è dentro

Oggi è diverso da ieri, domani diverso da oggi.

La mia non è una vita monotona, non lo è mai stata, per niente. Forse non è del tutto positivo.
Beh ovviamente tutto deve essere equilibrato, una vita tutta uguale è piena di noia.

Ma tutta diversa? Alla ricerca sempre della novità, sempre a cambiare, guardare nuove cose… non c’è equilibrio manco qui.

Passare il tempo a lasciare da parte il quotidiano per cercare il nuovo significa non essere mai a casa, non avere fiducia in ciò che facciamo totalmente, poichè non lo conosciamo abbastanza.

Chi fa soltanto una cosa alla fine è maestro di quella cosa, riesce a gestire quella cosa in piena libertà.
Chi fa tante cose diverse senza mai fermarsi farà tutto male.

E’ possibile fare forse tante cose bene? Forse bene si.. ma per fare veramente bene una cosa bisogna avere passione, beh… l’uomo non è così “multitasking”, in genere si ama solo qualcosa, un paio di cose al massimo.
E’ normale avere voglia di fare mille cose, ma le cose veramente importanti per noi non sono poi così tante.

Il motivo mi sembra chiaro, perchè non è importante bene cosa, ma come.
L’essere umano nella sua complessità presenta una stupidità di fondo: se qualcosa lo rende felice, vive felice.

A volte siamo ingannati da noi stessi, pensiamo di essere felici verso qualcosa e scontenti verso qualcos’altro.
Il lavoro mi rende felice, però quel passatempo che sto facendo rattrista, quella persona mi rende disperato, quell’altra no.

Si possono provare emozioni diverse a seconda del target, ma in genere non si è felici/tristi/adirati contemporaneamente, quando qualcosa ci rende felici, siamo felici, poi possiamo anche cambiare umore, ma una cosa alla volta.

E’ di cruciale importanza capire che è impossibile che ogni lato della vita vada “perfettamente”, anche perchè quel “perfetto” a cui pensiamo è qualcosa di dinamico e instabile, cambia in continuazione, non arriveremo mai al punto in cui penseremo: “ecco, adesso sono perfettamente felice e soddisfatto”, forse da anziani, quando il successo difficilmente è rappresentato da qualcosa di materiale.

Trovare qualcosa a cui dedicarsi completamente è estremo, richiede enormi sacrifici, ma è la sola via per trovare la verità, l’essenza di quella cosa e forse di fare scoperte uniche come quelle che appartengono ai geni del passato.

Per fare un esempio, penso che una persona come Einstein abbia vissuto la “scienza” in maniera ben differente dagli scienziati di oggi. Non credo che la differenza sia soltanto l’intelligenza (che probabilmente ha sviluppato grazie all’esercizio della propria mente in maniera costante) o lo studio a cui si è sacrificato.
Non voglio dire che non hanno un loro peso, anzi, sono fondamentali. Ma l’intelligenza e le ore di studio che hanno permesso la sua grandiosità sono solo l’effetto della curiosità, della voglia e del piacere che provava nell’indagine scientifica.

Quando ti diverti, il tempo vola.
La svolta nella vita di Einstein penso sia il fatto che si divertiva facendo Scienza. Chi è affascinato dalle cose che fa difficilmente è infelice.

Dedicarsi a qualcosa completamente è estremo, se quella cosa però non piace, non diverte, dedicarsi completamente a quella cosa vuol dire perdere tempo.

Sarà una parte della vita che si vorrà solo rimuovere, una parte della vita problematica a cui si vorrà rimediare.

Il contenuto di questi post mi sembra sempre uguale ultimamente, ma forse è qualcosa di positivo, forse c’è un nesso, un collegamento tra questi concetti che ancora mi sfugge.. devo crescere alla svelta.


Il più grande campo di sterminio

Il cervello fa male, il cervello ti fa pensare cose bizarre.

L’uomo ha un cervello grande, l’encefalo è sicuramente il più sviluppato tra i viventi di questo pianeta.

Un grande dono, una maledizione.
L’uomo è stato portato dalla propria intelligenza in cima alla catena alimentare e, inoltre, è diventato il dominatore incontrastato di tutta la terra.
Con questo gran cervello l’uomo può viziarsi di tutto il bello che c’è della terra, può servirsene come vuole. Come un dio in terra.
L’uomo avendo il potere maggiore tra i viventi gioca un po’ il ruolo di Dio. Ha il controllo, decide.

Cosa fa allora?

Uccide, depreda, estingue specie animali, disbosca. Molte specie animali sono a rischio adesso e molte sono già un lontano ricordo, molte foreste sono giuridicamente sotto protezione perchè altrimenti quelle poche che ci sono sarebbero gia sparite. L’uomo non si è integrato nella natura, ha migliorato le proprie condizioni creando un habitat sterile privo di natura.

L’uomo si è evoluto a modo suo: scegliendo di creare un essere umano che necessita dunque della mancanza di natura.
Le malattie autoimmuni sono un sintomo di questa deviazione.
Ecco, l’essere umano è un essere vivente deviato. Andrebbe curato.

La mancanza di natura ci ha reso contenti e longevi, ma ci ha fatto dimenticare le origini della vita.

Non conosciamo più cosa sia la vita, pensiamo alle nostre cazzate da uomini.
Siamo come gli dei in terra, potremmo fare del bene usando le nostre risorse mentali, ma al posto di usare le proprie risorse per tutti, le utilizziamo a discapito di tutti. Siamo dei parassiti.

Molti si lamentano di Dio, che non ci ascolta, che non ci aiuta, che non esiste perchè permette il male, pur essendo superiore.
E noi, che siamo gli dei terrestri, ci comportiamo ugualmente verso i nostri colleghi terrestri. Magari anche loro avrebbero da ridire sul nostro comportamento.


Find him

Non perdere tempo, senza entusiasmo non si va da nessuna parte. E’ tutto un entusiasmo, non c’è nessun compromesso.

I bambini sono ammirati per il loro atteggiamento verso le cose, con ingenuità ma con piena curiosità e interesse, con grande energia.

Non fare il robot, non lavorare e basta. Fatti delle domande, cerca qualcosa, non accontentarti della strada giusta o del metodo, sconvolgi tutto, fai a modo tuo, sbaglia.
Fa’ il bambino.


Richter’s virtuosity

Richter was asked after the performance of this etude – why did he play it so fast?

He answered:
“Because I can”


Just enjoy it

Agire è importante.
Decidere è più importante.
Desiderare è ancor più importante.

Concentrarsi su agire senza aver prima deciso può anche essere strategico in alcuni casi, errore è invece focalizzarsi sull’azione, quando non si ha desiderio.

Voglio fare? Desidero?

E’ su questo che è produttivo ed efficace concentrarsi.

L’azione è buona, è risolutiva; ma è un sintomo del desiderio.
E’ il desiderio la forza motrice.

Il desiderio appare in varie forme, a volte anche sotto forma di insoddisfazione, tristezza. Molteplici sono i sentimenti che richiamano qualcosa di smarrito, a volte la malinconia porta al desiderio.

E il desiderare a volte equivale al desiderio stesso.
Trova il prio nelle cose che fai, l’azione sarà una conseguenza.


BOOM!20122012!!!11111

Domani senza dubbio è un giorno bellissimo, meraviglioso, la fine del mondo.

Domani è un giorno che nel calendario Maya segna la fine del vecchio calendario ovvero l’inizio di una nuova era. Quindi l’inizio di un nuovo ciclo del calendario.

Un po’ come le donne e il loro ciclo, per logica in effetti il primo giorno ci dovrebbe essere la fine. Ovvero l’inizio.
Terribile.

Scherzi a parte.

Se domani finisse il mondo e casca la terra, tutti giù per terra.

Penso che niente sia casuale, questa famosa filastrocca venne creata da un profeta Maya e tradotta nei secoli.

Ecco, se domani piovessero meteoriti da un momento all’altro, ricordate:

Tutti giù per terra.

E ora vi saludo e zpero che v’è piaciuto (cit.)


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